Mazara del Vallo

Affacciata sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa.

Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all’XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una specie di marchio di fabbrica.

Mazara del Vallo è l’esempio più limpido dell’intreccio di civiltà avvenuto in Sicilia tra le popolazioni europee e quelle d’origine islamica e nordafricana.

Situata nella parte occidentale dell’isola, Mazara ha mantenuto la sua vocazione marittima derivata sin dall’antichità divenendo nel corso dei secoli uno dei più importanti porti pescherecci del Mar Mediterraneo.

In un ambiente fortemente imperniato dalla cultura araba, da cui deriva l’attuale conformazione urbana, spiccano bellissime costruzioni in elegante barocco: passeggiando tra le vie e le piazze di Mazara, si rivive l’armonia vissuta tra le genti d’origine differente che da sempre ha contraddistinto questa città.

Il clima di Mazara del Vallo risulta particolarmente gradevole nel contesto siciliano.

Gli inverni sono miti e la temperatura non scende solitamente sotto i 9 °C. Le estati sono generalmente caratterizzate da una ventilazione continua di tipo orografico orientata da nord-ovest: si tratta di un vento d’imbatto che si alza puntualmente alle 11:00 per calare verso le 19:00. Il clima è umido tutto l’anno anche nel caso di temperature molto elevate. Lo scirocco, vento da sud-est, apporta un aumento dell’umidità, appesantendo l’aria. In ogni caso le condizioni sciroccali non durano in genere più di cinque giorni.

Il regolare regime dei venti appena descritto, fa di Mazara del Vallo un sito ideale per tutti gli sport velici: la località risulta mèta di appassionati di kite e windsurf provenienti da tutti il mondo, essendo inserita nell’elenco delle location ideali per tale disciplina.

Luoghi d’interesse.

  • La Basilica Cattedrale sorse in epoca normanna, al posto di una precedente moschea distrutta per volere di Ruggero I, in seguito alla creazione nel 1093 della diocesi. Venne ricostruita completamente alla fine del XVII secolo in stile barocco, per opera di Don Pietro Castro. All’interno si conserva il gruppo statuario rappresentante la Trasfigurazione di Antonello Gagini.
  • La Chiesa di San Nicolò Regale del 1124 e la Chiesa della Madonna delle Giummare dell’XI secolo (detta anche Madonna dell’Alto), entrambe di chiara matrice arabo-normanna.
  • La Chiesa di San Michele, del XII secolo, con annesso monastero femminile benedettino, venne rifatta nel XVII secolo in forme barocche.
  • La Chiesa di Santa Caterina, risalente al 1318 venne pure rimaneggiata in epoca barocca.
  • La Chiesa di San Francesco è un esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni.
  • La Chiesa di Sant’Ignazio, di cui è rimasto solo il prospetto, in seguito al crollo avvenuto nel 1933.
  • Il Palazzo Vescovile del XVI secolo
  • Il Palazzo del Seminario vescovile del 1710.
  • Resti di un acquedotto risalente al XVI secolo in Contrada Archi[11].
  • Piazza della Repubblica, la principale piazza cittadina
  • Piazza Mokarta
  • L’Itinerario dei Vicoli, un percorso lungo le vie e le piazzette del centro storico.

Siti archeologici

  • L’insediamento eneolitico di Roccazzo, sito fuori dal centro abitato, nei pressi della frazione di Borgata Costiera;
  • I resti di due ville romane: una nello spazio antistante la Chiesa di San Nicolò Regale, un’altra in Contrada Mirabile.

Aree naturali

La Regione ha riconosciuto all’interno del territorio di Mazara le riserve naturali orientate di:

  • Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, un’oasi gestita dal WWF
  • La riserva di Capo Feto, una palude costiera inserita nel 2000 tra le Zone di Protezione Speciale (ZPS)

Musei

  • Mirabilia Urbis, un allestimento ospitato nella Chiesa di San Bartolomeo, ospita reperti provenienti da tutto il territorio Mazarese, in particolare dal sito archeologico di Roccazzo.
  • Il Museo diocesano, inaugurato nel 1993 in occasione del nono centenario della fondazione della diocesi, raccoglie il ricco patrimonio di argenti della cattedrale.
  • Il Museo ornitologico, inaugurato nel 1984, con 366 uccelli naturalizzati, tra i quali numerosi rari e parecchi di specie ormai estinta.
  • Il Museo del Satiro danzante, ospitato nella Chiesa di Sant’Egidio, costruita nel 1424.

Curiosità

Nel corso della mattinata della domenica di Pasqua, in Piazza della Repubblica ha luogo il rito dell’Aurora: un rito religioso che festeggia la risurrezione di Gesù. In provincia di Trapani si celebra solo a Mazara e a Castelvetrano, introdotta dai padri Carmelitani Scalzi non prima del 1667, anno in cui si insediarono in città. In alcuni comuni della Sicilia e della Calabria viene chiamata Affrontata.

Poco prima delle ore nove, un Cristo risorto, avvolto da un manto rosso e con una bandiera bianca, viene condotto dalla chiesa di Santa Caterina, fin sotto l’ingresso di Piazza della Repubblica, sotto il passaggio che unisce la Cattedrale al Palazzo Vescovile. Allo stesso tempo, una Madonna vestita di bianco e avvolta da un manto nero, preceduta da altri dodici confratelli della stessa compagnia, viene condotta all’altro capo della piazza, sulla via XX Settembre. Ad un dato segno, il Cristo e la Madonna, cui è stato tolto il mantello nero, vengono portati al centro della piazza, e, a breve distanza l’uno dall’altra, si inchinano tre volte. Nel frattempo, dalla statua della Madonna, che è cava, vengono liberate delle colombe bianche. Inizia quindi la processione che riporterà le statue alle rispettive chiese: davanti i confratelli, successivamente il Cristo e, più dietro, la Madonna.

Prima del 1864, anno in cui venne abolita quest’usanza, nel bel mezzo del rito dall’allora via Maestranza, oggi via Garibaldi, sbucava un uomo, la Morte della Pasqua, vestito con un sacco di tela gialla, su cui era dipinto uno scheletro in nero, con in mano una falce e una cesta. Questo passava tra la folla, e toglieva ai bambini il campanaro, un tipico dolce locale, e qualunque cosa avessero tra le mani, col tacito consenso dei genitori. Questo personaggio passava anche nelle botteghe di generi alimentari, prendendo sempre qualche cosa.

Questo rito viene ricordato anche da alcuni modi di dire comuni in città:

  • Sarvatìllu pi la matina di Pasqua (conservalo per la mattina di Pasqua), usato una volta per indicare un capo di vestiario fuori uso, perché durante il rito dell’Aurora si indossavano accessori che si vedevano solo in quella ricorrenza;
  • Ficiru l’arora (hanno fatto l’Aurora), si dice di due persone che non si vedono da tempo e che corrono l’una incontro all’altra.

Il festino di San Vito

 

La statua argentea del santo portata in processione durante ‘u fistinu, con i marinai in costume tradizionale.

Tradizione fortemente sentita dai mazaresi è “‘u fistinu di Santu Vitu”, (il festino di San Vito), una celebrazione in onore del patrono della città. Tali festeggiamenti hanno origine nel XVII secolo, quando, il 23 agosto 1614, i giurati Deliberano di aggiungere al Santissimo Salvatore, già patrono della città, il concittadino San Vito come compatrono. Tale deliberazione venne poi approvata l’8 settembre dello stesso anno dall’allora vescovo, monsignor Marco La Cava.

Le celebrazioni, inizialmente tenute nei quattro giorni precedenti il 15 giugno, vennero successivamente spostate tra la penultima e l’ultima settimana di agosto.

Tradizionalmente il festino si apre con l’Annunzio, un corteo in abiti seicenteschi che si snoda per le vie della città, ed effettua delle soste per permettere all’araldo di proclamare l’annuncio:

(SCN)« Udite udite udite!
Li spittabili giurati di la inclita città di Mazara
et lu nostru illustrissimu et rivirindissimu Viscuvu
patri et pasturi di la nostra diocesi
vi dannu l’annunziu di lu fistinu di Santu Vitu
nostru cuncittadinu e Patronu.E decimila voti
lodamu Santu Vitu
e ludamulu tutti l’uri
chi è lu nostru
prutitturi! »
(IT)« Udite udite udite!
Gli spettabili giurati dell’illustre città di Mazara
e il nostro illustrissimo e reverendissimo Vescovo
padre e pastore della nostra diocesi
vi danno l’annuncio del festino di San Vito
nostro concittadino e Patrono.E diecimila volte
lodiamo San Vito
e lodiamolo a tutte le ore
perché è il nostro
protettore! »

Nei giorni successivi all’annunzio avviene la processione storico-ideale a quadri viventi, che illustra le vicende di San Vito e dei suoi educatori Modesto e Crescenzia.